DISTURBI DELLA COAGULAZIONE

I disturbi della coagulazione sono una delle molte malattie ereditarie che il cane ha in comune con l’essere umano. E’ una patologia che è stata già studiata e descritta in molte razze, fra le razze giapponesi ne soffrono gli akita e gli shiba.
Quando è presente un difetto dell’ emostasi, ovvero nel processo di coagulazione del sangue, si parla infatti di disturbo della coagulazione, questo avviene quando un vaso sanguigno si danneggia ma i meccanismi che dovrebbero intervenire per fermare l’ emorragia non rispondono. I sintomi tipici di questo disturbo sono : ematomi frequenti, sanguinamenti a livello delle articolazioni, perdita di sangue eccessiva durante il calore delle cagne, sanguinamento eccessivo quando vi sono ferite o interventi chirurgici.

Le tre tipologie più comuni fra i disturbi della coagulazione sono:

Emofilia A:

è la forma più comune sia nell’uomo che negli animali. La causa è una deficienza o una mancanza di attività del  fattore VIII della coagulazione, che ha un ruolo decisivo nel processo coagulativo.

Emofilia B (malattia di Christmas):

è molto meno diagnosticata rispetto al tipo A. Gli animali si ammalano a causa della mancanza del fattore IX.

Malattia di von Willebrand:
è il secondo disturbo della coagulazione più comune ed è causato da un difettoso o addirittura "mancante" fattore di von Willebrand (vWF) nel sangue. Questo fattore è molto importante nel processo coagulativo perché ha la funzione di stabilizzare il fattore  VIII nel sangue. Ci sono tre tipologie di questa malattia.

 

IN CHE MODO IL DISTURBO DELLA COAGULAZIONE E' EREDITARIO?

L’ ereditarietà dell’ emofilia A e B è recessiva con la peculiarità che essa compare solo in un sesso (ereditarietà gonosomica). L’ emofilia infatti si sviluppa solo se un cromosoma X è difettoso, nelle femmine si verifica normalmente in combinazione con un cromosoma X integro e non comporta alcun sintomo. Solo nella combinazione di un cromosoma X difettoso con un cromosoma Y ( quindi dei maschi ) la disfunzione si manifesta con i disturbi della coagulazione. L’ emofilia è spesso quindi descritta come un disordine del cromosoma X.
La malattia di von Willebrand è ereditaria di tipo autosomico recessivo.

DIAGNOSI E TERAPIA

I sintomi dell’ emofilia di tipo A e B sono molto simili poiché nascono per cause strettamente correlate, essi possono comparire anche prestissimo, addirittura li si può notare alla nascita, se compare un’ emorragia forte durante il taglio del cordone ombelicale. Anche durante la dentizione i cuccioli cominceranno a sanguinare in modo eccessivo e continuativo.

Ci sono diverse tecniche disponibili per riconoscere le cause che portano a questi disturbi, recentemente i test del DNA hanno aiutato molto a capire le cause e l’ereditarietà nei cani, addirittura sono stati creati test per riconoscere i disturbi coagulativi in razze specifiche (per esempio con lo scottish terrier).

A seconda della gravità del disturbo la prognosi per i cani affetti è spesso sfavorevole, soprattutto perché ad oggi non ci sono terapie disponibili per curare i cani; l’ unico modo per non sviluppare questa patologia è evitare di trasmetterla di generazione in generazione escludendo i cani affetti o portatori dalla riproduzione. E’ importantissimo quindi riconoscere la patologia nelle femmine che possono non esserne affette ma essere comunque portatrici sane.

Tradotto dall'articolo del Dr. Holger Funk © 2006