ESAMI DA EFFETTUARE PRIMA DELL' ACCOPPIAMENTO

Ho deciso di accoppiare la mia o il mio shiba, ma come devo procedere?
In teoria (perché poi in pratica sono pochi i privati responsabili che lo fanno, a volte non lo fanno nemmeno i presunti allevatori ) si deve prima sottoporre il cane ad una serie di esami, poiché sebbene esteticamente il cane possa sembrare un bell’ esemplare non è detto che abbia tutti i requisiti sanitari per essere accoppiato.
Ma andiamo per ordine: innanzitutto il cane DEVE avere , questo è fondamentale per assicurarci di non far nascere “cani simili allo shiba inu” ma che non hanno il certificato di appartenenza alla razza che lo prova. E sul pedigree in questione non deve essere riportata alcuna limitazione all’accoppiamento, come succede per esempio negli esemplari di colore bianco, che per la FCI non possono essere riprodotti.
E’ inutile sostenere che il nostro è uno shiba puro se non possiede pedigree: se non lo possiede non abbiamo la più pallida idea della sua provenienza e che linee di sangue porti, non avendo questi dati non possiamo nemmeno sapere quali caratteristiche morfologiche (e in parte caratteriali) il cane possa avere nel suo bagaglio genetico. Può anche essere apparentemente uno shiba, ma non possiamo essere certi che nel suo dna non si nascondano difetti o peggio, tare genetiche che potrebbero “spuntare” solo sulla sua discendenza. O tracce di incroci con altre razze.
Ricordatevi sempre che affermare di amare una razza significa sostenere il lavoro di chi la razza prima di tutto l’ha salvata dall’estinzione (lo shiba ha rischiato di scomparire nel dopoguerra) e poi l’ha riesumata accoppiando gli ultimi esemplari rimasti in Giappone, ristabilendo uno standard ufficiale. Senza il lavoro degli allevatori e dei veri appassionati, voi lo shiba non sapreste nemmeno cos’è e avete il dovere di non minare, con accoppiamenti casuali , questo lavoro.
Chiarito questo punto, su cui non si dovrebbe transigere ma, ahimè, moltissimi privati transigono (e purtroppo anche molti pseudo-allevatori senza arte ne parte, ma con tanta voglia di fare soldi) accoppiando indisturbati cani di provenienza ignota, di genealogia ancora più oscura e a volte addirittura con caratteristiche fisiche non volute dallo standard, come il colore pezzato! Dicevo, chiarito questo punto cruciale passiamo ai fatti: gli esami di routine.
Il cane deve infatti essere SANO, quindi deve avere prima di tutto dentatura corretta e se maschio, testicoli discesi, problemi che qualsiasi bravo veterinario può diagnosticare.
Se ha avuto problemi di malocclusione che sono stati sistemati non può comunque accoppiarsi perché rischia di trasmettere tale patologia alla prole, stesso dicasi per mono e criptorichidismo.
Tempo fa ho letto su un social network un commento di una persona che sosteneva che il cane si può accoppiare anche se ha solo un testicolo. Tecnicamente è vero, ma non dobbiamo farlo!  Il cane non va accoppiato perché trasmette questo problema, che è una patologia genetica, ai figli.
Quindi appurato che il cane non ha nessun problema facilmente diagnosticabile dal nostro veterinario di fiducia, si passa agli esami certificati , che emettono solo i veterinari autorizzati.
Il test più importante da fare, è sicuramente quello che accerta L' ASSENZA di displasia dell’ anca e del ginocchio, o che ne indichi il grado di gravità nel caso il cane ne sia affetto, ovvero radiografie certificate ufficialmente dalle cosiddette “centrali di lettura”. Per quanto riguarda questa patologia abbiamo diversi metodi per leggere le lastre dell’ anca a secondo del paese in cui questa viene effettuata: il sistema FCI in Europa, il sistema Willis (BVA, British Veterinary Association) in Inghilterra e il sistema OFA (Orthopedic Foundation for Animals) in USA.
L’ Italia usa perciò il metodo FCI , che è poi quello riportato nel mio articolo sulla displasia.
Ci si deve quindi informare presso quali veterinari autorizzati recarsi e far radiografare il cane, queste lastre verranno poi registrate e riportate nel pedigree del cane. Quindi diverranno ufficiali e visibili a chiunque (se andate sul sito ENCI e usate l’albero genealogico online potete leggere nella sezione “avvenimenti” se il cane è lastrato o meno).
La stragrande maggioranza delle razze, shiba inu compreso, va sottoposta a lastre (N.d.R. per entrambi i sessi) al compimento dell’anno di età.
Infine si può ottenere un certificato per quanto riguarda le oculopatie che può essere emesso solo da un veterinario convenzionato SOVI il quale visita al cane e segnala la presenza o meno di malattie dell’ occhio quale la PRA (Atrofia Progressiva della Retina), cataratta e glaucoma .
Purtroppo non si tratta ancora di esami in grado di escludere l’origine genetica della malattia, ma è piuttosto uno screening di controllo, anche se in Germania stanno facendo delle ricerche per poter ottenere test più attendibili.

Trovate l’elenco dei veterinari convenzionati sul sito ENCI oppure QUI :

Le centrali di lettura sono a Ferrara e Cremona:

http://www.celemasche.it/
http://www.fsa-vet.it/


Ecco ora che il vostro shiba o la vostra shiba ha fatto “il tagliando” ed è risultato/a sano/a al 100% potete tuffarvi nella meravigliosa avventura di far nascere delle nuove vite.
Se il cane invece non risulta sano preoccupatevi innanzitutto della sua salute e non siate troppo dispiaciuti se non può accoppiarsi, sappiate che un cane vive benone anche senza procreare, nessuna cagna va in depressione se non può diventare mamma! Quindi mettetevi il cuore in pace e cercate di capire che il vostro cane avrà ugualmente una vita serena e appagante, se voi sarete sempre disposti ad andare incontro a tutte le sue esigenze.