LA LEISHMANIOSI

La leishmaniosi è una malattia infettiva trasmessa da un protozoo (Leishmania) parassita dei canidi, precisamente cani e volpi e dei gatti, che per compiere il proprio ciclo vitale necessita di due ospiti diversi (l’insetto, che è il vettore, e il mammifero) ed esiste in due forme differenti: amastigote e promastigote. La prima è la forma parassitaria che assume nel cane, la seconda quella che assume nell’insetto.
Proprio per questa caratteristica viene detta malattia a trasmissione indiretta e ha carattere zoosonico, quindi può anche essere trasmessa dal cane all’uomo e viceversa. E’diffusissima in molte zone della terra, in particolare nel sud del mondo, e proprio per questa capacità di trasmissione cane-uomo la leishmaniosi canina è tenuta in gran considerazione visto che il cane risulta esserne il serbatoio più importante.
Nel bacino del Mediterraneo l’unico genere coinvolto nella trasmissione di Leishmania infantum è il Phlebotomus che comprende alcune specie diverse.
pappatacioIl vettore di questa malattia è il flebotomo ematofago (o pappatacio) un insetto simile al moscerino che pungendo la pelle per nutrirsi del sangue del mammifero (lo fanno solo le femmine) inietta i promastigoti, che fagocitano i macrofaghi. Il macrofago è la cellula della difesa, esso è localizzato in tutti i tessuti del corpo quindi il parassita non circola nel sangue ma si localizza nei tessuti dell’animale infetto, all’interno del macrofago . Gli amastigoti, ovvero la forma matura del parassita, sono composti da parassiti intracellulari obbligati, che non possono vivere al di fuori della cellula e che si moltiplicano (macrofagi inclusi)nelle cellule .
A questo punto il flebotomo nutrendosi del sangue, ingerisce i macrofagi infetti dagli amastigoti, che entrando nell’intestino del flebotomo si trasforma in promastigote: gli spunta la coda e comincia a replicarsi, una volta maturo migra, grazie alla coda, raggiungendo le ghiandole salivari dell’insetto dove aspetta di venire inoculato al prossimo pasto del pappatacio, processo che richiede 2-3 settimane di tempo. Dopo la migrazione il promastigote diventa “metaciclico” ovvero la forma infettiva. E il ciclo ricomincia.
Questo è il modo più “classico” con cui si diffonde la leishmaniosi, si pensa che anche le zecche possano essere vettori del protozoo ma non ci sono ancora prove scientifiche in merito; un altro vettore potrebbe essere la cagna malata che infetta i cuccioli, ma questa ipotesi è stata confermata per ora, solo nella leishmania umana.
Le possibilità per il cane di essere punto aumentano molto quando deve dormire fuori casa, dato che il pappatacio è un insetto notturno non domestico, ovvero al contrario della zanzara, non è portato ad entrare nelle abitazioni, la diffusione della malattia dipende quindi dalla presenza di cani infetti del cui sangue il flebotomo deve nutrirsi, ma anche di clima caldo e di zone umidicce.

I SINTOMI

La leishmaniosi è una malattia dai sintomi innumerevoli e spesso sfuggenti, spesso non ci si accorge della sua presenza se non quando lo stadio è avanzato, altre volte la diagnosi resta comunque dubbia e sempre complessa, perchè l’infezione più frequente è asintomatica. Inoltre è dimostrato che un numero non indifferente di cani infetti non dimostra segni clinici ne anticorpi anti-leishmania.
Il periodo di incubazione studiato in laboratorio varia dal mese ai 4 anni e la malattia si presenta in forma cronica e generalizzata, con problemi alla cute e alle mucose, in genere le manifestazioni più frequenti sono:

Ingrossamento dei linfonodi
Lesioni cutanee (dermatite furfuracea, ulcere, alopecia perioculare e diffusa, unghie abnormemente lunghe, pustole, depigmentazione nasale, noduli non ulcerati)
Mucose pallide
Dimagrimento
Febbre
Abbattimento
Anoressia (perdita/assenza d’appetito)
Ingrossamento della milza e del fegato
Insufficienza renale
Lesioni oculari (non solo congiuntivite)
Fuoriuscita di sangue dalle narici
Lesioni articolari

cane infettoLa perdita del pelo, sintomo fra i più noti, è solitamente localizzata in alcune aree come orecchie, intorno al naso, sul collo, intorno alle articolazioni e agli occhi, ma non comporta prurito, solitamente le zone colpite da alopecia vanno incontro ad infiammazione e ulcerazione con successiva piodermite. Il cane affetto assume poi un aspetto da “anziano” dato che ai problemi di pelle si aggiungono spesso zoppie, danni muscolari ossei e articolari. Nel caso la malattia colpisca anche i reni la sete aumenta in modo considerevole e conseguentemente, la minzione e i valori degli esami del sangue subiscono notevoli variazioni fra i quali anemia, diminuzione o aumento dei globuli bianchi,diminuzione delle piastrine.
effetti malattiaI cani infetti non sempre si ammalano, ma possono reagire in modi differenti da cui dipenderà il manifestarsi della malattia: i cani resistenti dopo l’infezione non avranno alcun sintomo probabilmente per il resto della loro vita, grazie ad un processo immunitario che permette loro di riconoscere ed eliminare il parassita; questo processo avviene per mezzo dell’azione delle “cellule dendritiche” presenti nel derma insieme ai macrofagi, le quali aiutano l’organismo a riconoscere la malattia e a difenderlo da essa (producendo interleuchina 12 e interferone gamma).
Altro discorso va fatto invece per i cani recettivi che producono invece interleuchina 4 proteina a causa della quale gli anticorpi prodotti non sono efficaci a combattere la malattia, al contrario l’eccessivo deposito degli stessi compromette la funzionalità renale, si instaura quindi una condizione di infiammazione cronica, da quel momento inizieranno a manifestarsi molti altri sintomi tipici della patologia.

COME DIAGNOSTICARLA:

La leishamania si può diagnosticare con tre esami precisi:
-l’agoaspirato linfonodale, a livello osseo o cutaneo (praticamente una biopsia)
- agoaspirato, per cercarela presenza del dna del parassita
- la tecnica IFAT che è una tecnica sierologica, quindi un esame del sangue

LA CURA

Dal punto di vista clinico è una malattia curabile, ma in genere si sostiene che il parassita una volta che infetta l’organismo non verrà mai debellato completamente. Con le dovute terapie un cane può comunque condurre una vita abbastanza normale, a volte addirittura se le condizioni non sono disperate, si ha la scomparsa, per lunghi periodi, dei sintomi soprattutto quelli cutanei. Il problema più che altro è che si manifestano periodicamente delle ricadute quindi il cane dovrà essere sempre sotto osservazione con esami di controllo.
Non esistono farmaci per la cura della malattia, il modo migliore per evitarla resta la collare scaliburprevenzione con collare SCALIBOR e con antiparassitari appositi.
Recentemente è stato messo in commercio un vaccino ( IL CANILEISH ) sulla cui efficacia però ci sono ancora diversi dubbi, dato che non rende immune il cane ma lo aiuta solo a riinforzare le difese nel caso venisse infettato, è inoltre stato testato su un numero esiguo di cani e per poco tempo.
Esso va somministrato ai cani di età superiore ai 6 mesi assolutamente sani (non vi sono studi fatti su interazioni fra vaccini e altri farmaci) e il cane dev’essere sieronegativo per la leishmania (quindi va fatto il test). Le femmine gravide o in allattamento non possono farlo.
Le inoculazioni sono tre e la prima deve iniziare ad almeno 2 settimane di distanza da altri vaccini, dopo di che si farà solo il richiamo annuale. La copertura è attiva dopo 10 settimane dalla prima iniezione.
La casa produttrice consiglia comunque di continuare ad usare gli antiparassitari di uso comune che proteggono dall’insetto .
Fra gli effetti indesiderati che sono stati riscontrati troviamo: inappetenza, vomito,dissenteria, apatia, ipertermia ,reazioni locali , convulsioni ,occhi indietro, tremori, bava alla bocca.

Dal 2018 è entrato in commercio anche un altro vaccino, il LETIFEND, che ha le stesse modalità del CaniLeish, quindi da prendere in considerazione solo per i cani sani;  come il primo, anche il Letifend non immunizza dalla malattia ma, in caso di puntura, favorisce l’insorgenza di sintomi più lievi quindi vi è comunque l’obbligo di usare antiparassitari per proteggere gli animali dai flebotomi. Molti veterinari consigliano di fare la profilassi Letifend solo a chi vive in zone altamente a rischio .
Per maggiori informazioni clicca qui:

Per approfondimenti, vi segnalo questa interessante guida sulla malattia messa online dalla Clinica Veterinaria Sant’Anna di San Martino Siccomario (PV)