LA FILARIOSI

LA FILARIOSI CARDIOPOLMONARE

Verme della filariaLa filariosi cardiopolmonare è una malattia causata da un verme chiamato “Dirofilaria Immitis”, esso appartiene alla famiglia dei Nematodi, caratterizzati da corpo allungato e cilindrico.
E’ un verme molto lungo, che arriva a misurare anche 30cm e che si annida nel cuore dell’animale sano, in particolare nell’atrio e nel ventricolo destro, nelle arterie polmonari e nelle sue diramazioni. Si può arrivare ad un’infestazione anche di diverse decine di parassiti.

COME VIENE TRASMESSA?

E’ una zanzara ( Culex e Anopheles ) la fonte di trasmissione, la quale ingerisce la filaria durante il pasto di sangue, “ trasporta ” il verme e pungendolo, infetta il cane sano dopo aver punto quello malato. Gli stadi di sviluppo larvale dei Nematodi sono cinque, quello intermedio riguarda l’ospite invertebrato ovvero la zanzara (che è il vettore) mentre quello definitivo riguarda il vertebrato. Si è notato che negli ultimi anni la presenza sempre più importante della diurna zanzara tigre (Aedes albopictus) in Italia ha favorito l’aumento della malattia, poiché anch’essa è diventata vettore di filariosi. Da ciò si evince che il pericolo di contrarre la malattia esiste non solo di sera/ notte (quando circolano cluex e anopheles) ma anche di giorno.
Ciclo filaria ciclo filaria 2Naturalmente i cani più colpiti saranno quelli che passano gran parte del tempo all’ aperto.
La forma larvale del verme (detta “microfilaria”) è, al contrario della filaria, microscopica e viene rilasciata dopo la fecondazione della femmina in numero molto elevato (anche di 10000 per ml di sangue) direttamente nel circolo sanguigno. Le microfilarie una volta immesse nel circolo possono restarvi anche per due anni e fungono da mezzo di trasmissione da cane a cane.
Per manifestarsi la malattia ha quindi bisogno di due forme di vite: la zanzara e il verme, se manca uno dei due “protagonisti” il cane non può contrarre la malattia.

CHI COLPISCE?

La filariosi è una malattia che colpisce prevalentemente il cane, ma il verme può annidarsi anche nel gatto, nel furetto e raramente nell’uomo con forme cutanee, linfatiche e in cavità sierose. Naturalmente quella che viene trattata in questo articolo riguarda il cane.
Questa malattia non predilige razze in particolare ma sembra che colpisca più facilmente i cani maschi rispetto alle femmine, è importante sottolineare che i cani che vivono all’ aperto hanno molte più possibilità di contrarre la malattia, quindi i cani di taglia grande possono essere più esposti rispetto ai piccoli cani “d’ appartamento”. Certi veterinari sostengono non ci sia differenza fra cani a pelo lungo e pelo corto, ma il mio veterinario mi disse una volta che un cane come lo shiba, dal fitto sottopelo, ha meno possibilità di essere punto rispetto ad un cane a pelo raso privo di sottopelo.

QUALI SONO I SINTOMI?

La filariosi è una malattia piuttosto subdola in quanto inizialmente non dà alcun sintomo nel cane, poiché i vermi, annidati nell’ animali prima di diventare adulti, ci mettono molto tempo prima di cominciare a recare danni all’organismo che li ospita. Questo costituisce un grosso svantaggio per poter diagnosticare la malattia in tempo, infatti molto spesso quando ci si accorge della presenza della filaria nel cane, ormai è troppo tardi per poterla combattere.
I primi sintomi che compiono sono astenia, difficoltà respiratoria, mancanza di appetito con conseguente dimagrimento. Nei cani che fanno vita sedentaria accorgersi di questi piccoli sintomi è più difficile, poiché nei cani sportivi o da caccia si nota subito un calo nelle prestazioni. Questo ritardo nella diagnosi è pericoloso non solo per il cane infetto, ma anche per gli altri cani che incontra, poiché esso diventa serbatoio della malattia esponendo altri cani al rischio di infezione.
Quando il cane peggiora i sintomi diventano più gravi e si ha insufficienza cardiaca, edema polmonare, tosse, crisi respiratorie, fino al collasso cardio-circolatorio.
Meno frequenti sono i sintomi nervosi, che portano ad alterazioni nel comportamento, in questi rari casi si possono avere episodi simili ad attacchi epilettici con mancata coordinazione del movimento e paresi.
Possiamo suddividere i sintomi della filariosi in quattro “ classi ”:
nella classe 1 il cane è in forma e ha un buon aspetto, solo gli esami del sangue possono rilevare la presenza della patologia, esami che saranno quindi positivi al test di ricerca degli antigeni della filaria.
Nella classe 2 i vermi, cresciuti di dimensione rispetto alla classe 1, si sono annidati nel cuore e nelle arterie polmonari quindi si notano i primi sintomi nel cane come affaticamento, tosse (ma occasionale), difficoltà respiratoria sotto sforzo (quindi la si nota soprattutto nei cani che fanno attività fisica) e leggero dimagrimento.
Arrivati alla classe 3 il livello della patologia è grave, i vermi sono talmente grossi e numerosi da debilitare seriamente l’animale che è visibilmente dimagrito e affaticato anche durante le attività più leggere, ha dispnea o tachipnea, tosse continua, anemia (poiché i vermi si nutrono dei globuli rossi) aumento del volume dell’addome, insufficienza cardiaca, emorragia dal naso, alterazioni polmonari, formazione di coaguli di sangue (trombi) dovute a frammenti di parassiti che ostruiscono i vasi sanguigni.
filaria nel cuore dell'animaleCon la classe 4 si ha la morte del cane, dovuta alla “sindrome della vena cava”: i parassiti sono talmente cresciuti (sia di dimensioni che di numero) da risalire dall’atrio destro del cuore alla vena cava ostruendola.
Infine bisogna ricordare che esiste, anche se è molto più rara, la filariosi sottocutanea (che colpisce anche l’uomo) e che è caratterizzata dal fatto che i vermi (Dirofilaria repens) si annidano sottocute, una singola puntura di zanzare può trasmettere entrambe le forme, sottocutanea e cardiopolmonare.

COME SI CURA?

La prevenzione è la miglior cura! La filariosi, comunque, se presa in tempo, è una malattia dalla quale si guarisce, ma essendo la diagnosi spesso troppo tardiva, è meglio evitare del tutto che il cane la contragga.
Per fare ciò bisogna seguire una profilassi ben precisa, ovvero somministrare al cane antiparassitari per bocca o tramite iniezione e prima di fare ciò sottoporlo ad un test ematico apposito. Cosa molto importante da ricordare è che questi farmaci hanno effetto retroattivo, quindi si può evitare la somministrazione troppo precoce ma prolungarla fino al mese successivo alla scomparsa delle zanzare.
Nel nord Italia per esempio, le zanzare compaiono genericamente a fine marzo e spariscono alla fine di ottobre, io in genere somministro le tavolette di antiparassitario ai primi di aprile e finisco ai primi di novembre. Esistono molti farmaci antiparassitari ad uso esterno, ormai quasi tutti sotto forma di spot- on oltre al collare ( Scalibor ) ma la maggior parte non hanno effetto sulla zanzara che porta la filaria, tranne Advantix, Stronghold e Advocate® che però non difendono dai vermi.
Io per esempio uso Advantix per proteggere da pulci, zecche, pidocchi, leishmaniosi etc, e somministro ogni mese per bocca il farmaco specifico per la filariosi  ( Cardotek 30®- Cardotek 30®Plus ) a base di ivermectina, che tra l’altro è molto gradito al cane perché sa di carne e agisce sulle forme larvali del parassita .
Altri farmaci per bocca sono: Interceptor ®Flavor e Milbemax®Cani a base di milbemicina ossima.
Esiste comunque anche il farmaco iniettabile ( Guardian® ) a base di Moxidectin , che viene inoculato una volta all’ anno e rilascia lentamente il principio attivo, ha anch’esso effetto retroattivo e può essere più comodo poiché non bisogna ricordarsi ogni mese di dare la tavoletta.
Naturalmente l’uso della tavoletta invece dell’iniezione è solo una mia scelta personale, siete quindi sollecitati a rivolgervi al vostro veterinario di fiducia che saprà sicuramente guidarvi all’ uso del farmaco migliore per il vostro cane.

ESISTE UNA TERAPIA PER GLI ANIMALI INFESTATI?

Al di là della prevenzione, se l’animale viene colpito da filariosi si può guarire solo se preso in tempo; esistono due tipi di terapie, dette “adulticide”, da seguire a seconda delle condizioni del cane e dello stadio della malattia.
Si utilizza la melarsomina nel caso il cane sia ancora in buone condizioni: si tratta di un farmaco derivato dall’ arsenico che uccide i vermi adulti annidati nel cuore. E’ un farmaco che si somministra tramite due iniezioni a distanza di un giorno l’una dall’ altra. Nel caso in cui ci sia rischio alto di complicazioni e le lesioni sono già abbastanza gravi si fa un’unica iniezione e si ripete la cura dopo un mese facendone altre due sempre ad intervallo di 24 h una dall’ altra. Dopo questa cura il cane dovrà stare a riposo poiché bisogna permettere all’ organismo di eliminare i parassiti morti .
La seconda terapia, più recente, associa invece un antibiotico ad un antiparassitario; è una terapia molto lunga ma anche meno pericolosa per il cane.
In entrambi i casi il cane guarito può comunque restare cardiopatico per tutta la vita a causa dei danni subiti al cuore.

QUALI SONO LE ZONE PIU’ A RISCHIO?

regioni filariosiAd influire sulla maggior presenza delle zanzare vettori di filariosi cardiopolmonare sono il clima e l’ambiente, quindi le zone in cui sono presenti acque stagnanti e clima umido sono perfette per lo sviluppo della Dilofilaria Immitis, quindi regioni con campagna molto estesa. L’ ampio uso dei pesticidi per difendere le colture ha inoltre rafforzato la resistenza delle zanzare, con conseguente aumento della sua popolazione. L’aumento esponenziale della popolazione canina ha fatto il resto, dato che il cane è il miglior ospite, l’unico dove la filaria può evolversi nello stadio adulto e riprodursi. Bisogna inoltre tener presente che negli ultimi anni le stagioni calde si sono allungate e l’ innalzamento della temperatura aiuta la proliferazione delle zanzare vettori.
Diciamo che la zona più colpita è sempre stata la pianura padana e in generale il nord Italia,  ma col continuo spostarsi della popolazione canina nei periodi estivi per le vacanze, ormai si è estesa fino alle regioni del sud e centro Italia, raggiungendo la Puglia, l’ Abruzzo e addirittura la Sicilia, mentre spostandosi verso nord si hanno avuto casi anche in Canton Ticino.