LA DISPLASIA

La displasia è una patologia comune a tantissime razze canine, la più diffusa è quella dell’anca che si presenta soprattutto nelle taglie grandi come una malformazione della testa del femore la quale non adattandosi alla cavità del bacino che dovrebbe contenerla, finisce per usurarsi e produrre erosione delle cartilagini. A causa dell’ instabilità delle articolazioni il movimento del bacino è quindi scorretto e con l’andare del tempo il cane sviluppa artrosi deformante.
Esistono vari gradi di displasia dell’anca, che vengono classificati con lettere dell’alfabeto:

HD-A : normale
HD-B: quasi normale
HD-C: leggera displasia
HD-D: media displasia
HD-E: grave displasia

I sintomi iniziano con una zoppia più o meno visibile e con conseguente dolore,che può portare anche all’infermità completa del cane se la displasia è di grave entità; per diagnosticarla bastano gli esami radiologici coxo-femorali. Le  lastre verranno poi inviate, dal veterinario che le ha eseguite, alla centrale di lettura specializzata nella malattia, in modo che il responso venga così riportato nel pedigree del cane (uno dei  motivi per cui il pedigree è importante è proprio questo!).
Per quanto riguarda la terapia essa può essere effettuata tramite la somministrazione di farmaci antinffiammatori e condroprotettori che servono a ridurre il dolore oppure nei casi gravi, si può ricorrere alla chirurgia mettendo una protesi o intervenendo sulla malformazione (osteotomia del bacino e ostectomia della testa del femore).
La displasia dell’anca è una malattia che ha cause diverse , ma si ritiene che la componente ereditaria sia la più importante, essa ha inoltre carattere poligenico, quindi vengono interessati più geni unitamente a cause ambientali, alimentari e traumatiche. Ha un andamento recessivo, per cui anche una coppia di cani sani può generare cuccioli malati, da qui l’importanza di escludere dalla riproduzione cani displasici sia maschi che femmine oltre ai cani sani che però hanno prodotto cuccioli ammalati; un consiglio importante da dare a coloro che vogliono acquistare un cane la cui razza è soggetta a displasia è quello di richiedere all’allevatore l’esito delle lastre dei genitori del cucciolo.

Nello shiba inu invece la forma di displasia più diffusa è quella che colpisce il ginocchio, che è infatti tipica delle razze più piccole; la displasia rotulea congenita consiste nella lussazione della rotula sia verso l’interno dell’arto (la più frequente) sia verso l’esterno, a causa dell’instabilità rotulea che ha sempre cause congenite ed ereditarie.
Il ginocchio del cane è formato da :  parte distale (terminale) del femore,  parte prossimale (superiore) della tibia e la rotula. La prima presenta una fossa (detta anche incisura trocleare)nella quale scorre la rotula con i movimenti di flessione ed estensione della zampa; la seconda si articola con il femore attreverso il piatto tibiale (che comprende i due menischi) mentre sulla faccia anteriore la tibia presenta la cosiddetta “cresta tibiale” una protuberanza da cui parte il legamento rotuleo. Infine abbiamo la rotula che è alloggiata nella fossa ed è formata da due porzioni, una dorsale e una articolare, rivestita di cartilagine grazie alla quale può scorrere nella fossa, essa è incorporata da tessuto fibroso dal quale parte il tendine rotuleo nella zona superiore e il legamento patellare in quella inferiore.
Sono i tendini e i muscoli a mantenere in sede la rotula, i primi comprendono legamento patellare,capsula articolare e i legamenti femoro-rotulei mentre i secondi comprendono il quadricipite femorale, proprio al centro di questo sistema si trova la rotula.
Quando si presente la displasia del ginocchio il collo del femore presenta una particolare inclinazione la quale altera l’allineamento assiale fra compenente ossea e muscolare della coscia, la rotula quindi compie una rotazione trasversale invece che verticale.
Col passare del tempo questo scorretto allineamento colpisce la cresta tibiale e la rotula tenderà a lussarsi, inoltre i cani con displasia grave presentano spesso una scarsa o addirittura assente profondità della fossa trocleare del femore distale e una lassità dei legamenti ,quindi è molto facile che la lussazione diventi permanente.dispasia1

Anche la displasia rotulea è classificata in gradi :
PRIMO GRADO: leggera displasia, il cane ha movimento quasi normale, solo a tratti interrotto dal mancato appoggio dell’arto colpito dalla patologia, in quel mancato appoggio si identifica la lussazione della rotula che ritorna in sede spontaneamente attraverso l’estensione completa.Il cane presenta una cresta tibiale leggermente deviata e la tibia lievemente ruotata.
displasia2SECONDO GRADO: media displasia, la lussazione è piuttosto frequente e in certi casi permanente, la cresta tibiale è deviata mentre la tibia è ruotata di 30°; i cani con displasia media utilizzano poco l’arto e tendono a tenere il ginocchio portato verso l’esterno, il continuo sfregamento fra rotula e il labbro mediale della troclea porta ad all’ erosione del labbro stesso.
TERZO GRADO: displasia grave, la lussazione è permanente e la tibia ruotata dai 30 ai 60 gradi; la cresta risulta molto deviata, tanto da assumete la forma di una virgola mentre la fossa è poco profonda se non addirittura completamente piatta ,al contrario dei gradi precendenti, la rotula non è riposizionabile manualmente. Alcuni cani riescono a utilizzare l’arto se in posizione semi-flessa ma l’estensione è impossbile.
QUARTO GRADO: displasia gravissima, l’articolazione non funziona più, la tibia, insieme alla cresta, è ruotata di oltre 60° e la troclea femorale appare come un ingrossamento della faccia anteriore del femore. I cani affetti non utilizzano l’arto, che resta flesso col ginocchio ruotato verso l’esterno.

displasia3Esistono diversi tipi di interventi chirurgici per curare la displasia del ginocchio, l’importante è accorgersi in tempo della sua presenza, in modo da intervenire tempestivamente e ridare al cane una vita normale, bisognerebbe quindi farlo visitare anche se apparentemente non dimostra alcun sintomo (il primo fra tutti è la zoppia ) per fare ciò non servono strumentazioni o esami particolari, un bravo veterinario sa verificare la stabilità delle rotule con un semplice controllo di routine.
Un bravo veterinario sa verificare la stabilità delle rotule con un semplice controllo di routine.
In Italia  nessun test sanitario è obbligatorio per gli allevatori, quindi eseguire questi test su maschi e femmine è indice di serietà dell'allevatore ( A proposito di test vi invito a leggere un articolo che ho scritto sull' argomento ).

E’ importante eseguirli su entrambi i sessi perchè molti testano solo i maschi, rendendo perciò inutile l’esame ai fini della selezione.
Inoltre, essendo lo shiba accomunato ai nordici, non ha nell'elenco dei test sulla displasia quella del ginocchio, che è invece statisticamente la più rilevante in razza insieme a quella dell'anca.  Talvolta viene fatto il test di quella del gomito, patologia di cui lo shiba risulta essere esente.E’ quindi ancora più importante che il veterinario dia un’occhiata al cane già da cucciolo, sebbene un allevatore serio dovrebbe comunque fare le lastre a fattrici e stalloni per accertarne lo stato di salute e mostrarle ai futuri proprietari del cucciolo.
Nel caso il cane sia affetto bisogna quindi rivolgersi ad un bravo veterinario ortopedico che deciderà quale tipo di intervento chirugico eseguire fra i tre disponibili: la desmotomia con artroplastica effettuata soprattutto per displasie lievi nei soggetti giovani;  la trasposizione della cresta tibiale, per i soggetti affetti da displasie dal secondo grado in poi e la plastica del solco trocleare, per soggetti con displasie medie e gravi .
Come per la displasia dell’anca, anche per quella del ginocchio la migliore prevenzione è l’esclusione di cani affetti o portatori dalla riproduzione, anche se purtroppo per motivi più che altro economici, gli allevatori sono spesso restii a non utilizzare i cani affetti, soprattutto se in forma lieve, tant’è che capita frequentemente che cani displasici vincano titoli nelle esposizioni. Inoltre per la displasia del ginocchio non esiste registro nazionale (come invece succede per la displasia dell’anca) dove poter iscrivere i soggetti esenti dalla malattia, in modo da controllare maggiormente gli accoppiamenti