LA DENTIZIONE

I cani adulti sono provvisti di 42 denti definitivi, che caratterizzano una chiusura molto forte e ben sviluppata, in cui i denti devono essere posti in profondità negli alveoli dentari.
Essi sono suddivisi in 20 denti nell’arcata superiore (mandibola) e 22 in quella inferiore (mascella) e più precisamente abbiamo: 6 incisivi, 2 canini, 8 premolari e 4 molari nella mascella, mentre nella mandibola abbiamo 6 incisivi, 2 canini, 8 premolari e 6 molari.
Gli incisivi servono al cane per tagliare e mordicchiare, vengono chiamati picozzi, mediani e cantoni a seconda di dove sono posizionati; i canini originariamente servivano per azzannare le prede e sopprimerle, quindi hanno la funzione di afferrare e poi lacerare, proprio per questo sono i denti più lunghi di tutti, sebbene nel corso dell’evoluzione della specie abbiano ridotto le loro dimensioni.
I premolari servono a tagliare e recidere, oltre che afferrare mentre i molari devono triturare il cibo .

I DENTI DA LATTE

I denti da latte (detti decidui) spuntano fra il ventesimo e il venticinquesimo giorno di vita e completano lo sviluppo intorno al trentacinquesimo giorno, i primi a spuntare sono gli incisivi centrali, gli intermedi e i canini. In tutto la dentatura da latte è formata da 28 denti (mancano rispetto alla definitiva di 4 premolari e 10 molari), sono caratterizzati da una forma molto sottile e altrettanto aguzza.
E’ molto importante che il cucciolo, tra i 4 e i 7 mesi (i tempi sono variabili molto dipende dalla nutrizione, dal sesso del cane, visto che le femmine sono più precoci e anche dalla stagione, poiché l’ irradiazione solare favorisce la dentizione)  inizi a perdere i denti decidui perché vengano sostituiti da quelli definitivi, se questo non avviene, ovvero se iniziano a spuntare i definitivi ma quelli da latte non cadono, il cane rischia di avere grossi problemi di occlusione, in particolare i canini da latte non caduti possono far insorgere patologie gravi, addirittura può presentarsi la crescita in senso verticale del palato, che porta a necrosi ossea, fistole e complicazioni rinologiche.
E’ sempre una buona regola far controllare i denti al veterinario se notiamo che stentano a cadere, sarà quindi lui a decidere se intervenire ed estrarli, ricordiamo che la persistenza dei denti da latte può portare ad accumulo di residui di cibo che può contribuire all’insorgere di gengitivi e stomatiti (piaghe del cavo orale).
In alcuni casi invece i denti decidui cadono ma i definitivi non spuntano, si parla quindi di denti “ritenuti” se non vi sono ostacoli che ne impediscano l’eruzione e denti “impattati” quando invece ci siano ostacoli che non li fanno spuntare (es. la radice di un dente da latte che non è stata eliminata o la mancanza di spazio). Tolto l’ostacolo i denti impattati possono erompere ma facilmente rimarranno più corti rispetto ai denti spuntati “naturalmente”. Nel caso di denti ritenuti si può ricorrere alla mobilizzazione con tecniche di ortondozia, ma solo se fatto tempestivamente, altrimenti dovranno essere estratti.

LE CHIUSURE

A seconda della forma della testa del cane le razze si suddividono in
Dolicocefale: testa lunga e sottile. Es.: levrieri e dobermann
Mesocefale : testa di lunghezza e ampiezza media. Es.: il pastore tedesco (e circa il 75% dei cani)
Brachicefale: testa larga e corta. Es.: pechinese, carlino, boxer, bulldog
Si può quindi asserire che la forma della testa condiziona il posizionamento dei denti, perciò per alcune razze una chiusura diventa una caratteristica importante dello standard mentre per altre la stessa chiusura potrà essere un difetto o costituire un vero problema di salute.

Le chiusure si distinguono in:


-chiusura a forbice: il margine superiore degli incisivi inferiori combacia con la faccia interna degli incisivi superiori con un allineamento regolare dei denti (presente nello standard di pastori e del nostro shiba inu)

-chiusura prognata: la mandibola sopravanza la mascella superiore (presente nello standard di boxer, bulldog etc.)

-chiusura a tenaglia: gli incisivi inferiori combaciano nel loro margine superiore con il margine inferiore degli incisivi superiori (presente nello standard del dogo argentino)

- chiusura enognata: gli incisivi dell'arcata superiore sono più avanzati rispetto a quelli dell'inferiore superiore (difetto in tutte le razze)

 

 

 

-chiusura incrociata: gli incisivi presentano spazi vuoti (difetto in tutte le razze)

 

 

 

 

** in alcune razze sono ammesse sia la chiusura a forbice che quella a tenaglia (es. levriero afgano, bassotto, borzoi)

Lo shiba ha una chiusura “a forbice” ovvero i denti devono intersecarsi tra loro senza essere nè troppo avanti (cosa che comporterebbe prognatismo) nè troppo indietro (che comporterebbe invece l’ enognatismo), quindi gli incisivi della mascella combaciano perfettamente con quelli della mandibola, questo allineamento è chiamato anche “ortognatismo”.
Non è così semplice stabilire la presenza di enognatismo nei cuccioli, poiché spesso questo difetto è destinato a risolversi dopo i 6 mesi d’età, poiché capita che la mandibola cresca in leggero ritardo rispetto alla mascella, cosa che si può risolvere con lo sviluppo definitivo del cane, mentre il prognatismo rimarrà tale per tutta la vita.
Nello shiba i problemi dentali non sono rari, è infatti conosciuta come razza che ha spesso molti denti mancanti ( ipodonzia) tant’ è che per lo standard FCI non vengono penalizzati i cani a cui mancano dei denti oppure problemi di occlusione in particolare prognatismo ed enognatismo; nella razza sia la mancanza che il malposizionamento dei denti infatti sono caratteri ad alta trasmissibilità che nonostante il lavoro di selezione non si è ancora riusciti a debellare completamente.