LA CATARATTA

La cataratta consiste nell’ opacità del cristallino, il cristallino è l’organo dell’occhio che costituisce una vera e propria lente, posizionata dietro l’iride, che serve a trasmettere e mettere a fuoco i raggi luminosi per passarli alla retina e che per adattarsi alla distanza dell’oggetto da mettere a fuoco cambia forma.
Solitamente la cataratta si riconosce, e la può riconoscere anche il semplice proprietario, perché l’occhio presenta un’ opacità di colore biancastro sulla pupilla, che è dovuta ad un’alterazione del metabolismo delle fibre che compongono il cristallino;  le cause possono essere un’infiammazione cronica (uveite, molto dolorosa), il diabete, una degenerazione della retina (PRA) oppure un trauma.

Quando è colpito da cataratta , l’occhio non riesce più a focalizzare le immagini quindi si ha una sensibile alterazione della visione, nel cane è una patologia che per la maggior parte dei casi ha origine ereditaria, in particolare quelli che compaiono in età giovanile e adulta. Come si evince dal Protocollo regolamentare per il controllo delle patologie genetiche redatto dall’ ENCI lo shiba rientra fra le razze che vengono ritenute a rischio per lo sviluppo di cataratta e altre patologie oculari.
Nei cani giovani la cataratta non porta alla cecità, come succede invece nei cani anziani, ma la gravità del disturbo dipende dalla posizione e dalla sua estensione.
Esistono anche per i cani interventi oculistici per rimuovere la cataratta (focofragmentazione, tramite strumentazione ad ultrasuoni) e sostituire il cristallino ma solo un veterinario specialista oculista potrà dare un parere in merito, visitando il cane, tenendolo monitorato e decidendo quando e se intervenire, in quanto non tutti i tipi di cataratta sono operabili. Negli animali bisogna sempre usare l’ anestesia totale per intervenire sulla cataratta, quindi ricorrere alla chirurgia dipende sempre dall’ età e dalle condizioni di salute del cane.
Dato che il cristallino viene sostituito con uno artificiale, una volta che il cane viene operato la cataratta non si riforma più, al massimo si possono avere lievi opacità della capsula che però non interferiscono con la capacità visiva del cane.
Dopo l’intervento, se eseguito in maniera corretta e se il cane viene sottoposto a controlli e terapie adeguate (somministrazione di farmaci per bocca e colliri prima e dopo l’intervento), oltre l’80% dei cani riacquista la vista e potrà condurre una vita normale; esiste ugualmente una piccola percentuale di pazienti che, a causa di complicanze di vario genere, possono purtroppo perdere la vista nonostante l’operazione; le cause principali di insuccesso sono complicanze quali il glaucoma , il distacco della retina, una forte uveite post operatoria.
Prima di procedere a qualsiasi intervento il cane dovrà eseguire una serie di esami clinici che comprendono la gonioscopia, l’ ERG (elettroretinografia), l’ecografia oculare e gli esami ematici, è quindi sempre indispensabile l’ intervento di un veterinario specialista oculista .