LA CASTRAZIONE

L’orchiectomia, ovvero la castrazione del cane maschio, è un intervento poco invasivo dagli effetti irreversibili che consiste nell’ asportazione dei testicoli. Viene effettuato in anestesia totale e prevede la somministrazione di antibiotici per qualche giorno dopo le dimissioni dalla clinica veterinaria.
E’ un ‘operazione chirurgica molto più veloce della sterilizzazione delle femmine e meno invasiva. Esistono due modi per effettuare l’ intervento, detti “tecnica chiusa” e “tecnica aperta”.
Solitamente i veterinari preferiscono la prima perché riduce il rischi di infiammazioni del peritoneo e si ha una minore tumefazione dell’area durante la fase post-chirurgica.  In entrambe le tecniche si procede all ‘asportazione di un testicolo per volta dopo la recisione del funicolo spermatico. Rimossi entrambi i testicoli si mettono un paio di punti sullo scroto che dovranno venire salvaguardati mettendo al cane un “collare elisabetta” per qualche giorno, in modo da evitare che lecchi la ferita.
Ma quali sono i rischi di un intervento del genere? Al di là di quelli “soliti” come emorragia, infezioni e ematomi ed ecchimosi nella zona operata, si possono verificare, per la castrazione, anche incontinenza urinaria e sindrome eunucoide (cioè il mancato sviluppo dei caratteri sessuali secondari).
Solitamente l’ intervento si fa intorno ai 7-8 mesi , ma dipende anche dalla taglia del cane, quindi fatevi consigliare dal vostro veterinario di fiducia.
Perché dovremmo ricorrere a questo intervento?
I motivi principali sono il controllo delle nascite e la prevenzione di alcune patologie tipiche dei cani maschi come l’ ipertrofia prostatica benigna e le cisti prostatiche. Mentre le opinioni sono ancora contrastanti quando si parla di neoplasie prostatiche: ci sono studiosi che affermano che la castrazione aumenti il rischio di insorgenza di questo tumore, mentre alcuni invece affermano che si riduca. E’ da ricordare che al di là delle “teorie” il tumore alla prostata è fortunatamente molto raro.
La patologia più comune a causa della quale si ricorre sempre alla rimozione delle gonadi è però il criptorchidismo cioè la mancata discesa nello scroto di un testicolo o di entrambi, i testicoli ritenuti vanno infatti obbligatoriamente rimossi per evitare che diventino neoplasie.
Purtroppo è però una convinzione molto radicata che castrando il cane maschio si eliminino i problemi legati al comportamento, soprattutto l’ aggressività: è stato invece provato che questo intervento definitivo non ha alcun effetto sui cani aggressivi, che invece vanno curati prima di tutto con la rieducazione e, se il comportamentista lo ritiene strettamente necessario, con le terapie farmacologiche più adatte.
La castrazione può portare invece la riduzione di problemi legati prettamente alla sfera sessuale: le fughe da casa durante i periodi di calore delle femmine, la monta sessuale eccessiva (quindi bisogna essere certi che il cane monta per istinto sessuale, non per altri motivi) , i comportamenti sessuali esacerbati (come la marcatura continua in casa) le liti tra maschi per motivi legati alla riproduzione (normale competizione per le femmine e il territorio) .
Naturalmente tali problemi verranno mitigati più facilmente dalla castrazione se il cane è abbastanza giovane e non ha queste “abitudini” ancora radicate, perché un cane anziano castrato dopo anni di fughe, facilmente continuerà a scappare per abitudine. Sarebbe utile però prima di ricorrere ad un intervento che cambia per sempre il cane, provare a rivolgersi ad un bravo educatore e tentare la via della terapia comportamentale.
Tutte le forme di aggressività rimanenti resteranno inalterate anche se castreremo il nostro maschio, anzi in certi casi se il cane è molto ansioso, la castrazione potrebbe peggiorare i disturbi di comportamento.
Se il “problema” è solo quello di evitare che il cane metta incinte le femmine si può ricorrere alla vasectomia, ovvero la legatura dei cordoni dei testicoli: con questo intervento viene legato il funicolo spermatico, ma il cane continuerà a produrre testosterone e a sentire il calore delle femmine, le monterà normalmente ma senza metterle incinte. Il rischio di trasmissione di malattie veneree, come il sarcoma di Sticker, con questa procedura, resterà alto. Inoltre vi è rischio di formazione di granulomi, gonfiore in sede scrotale e infezioni.
Esiste infine anche un metodo farmacologico, se vogliamo bloccare il testosterone quindi eliminare la produzione di spermatozoi e l’istinto all’ accoppiamento in modo reversibile: si tratta di applicare, al cane sano e sessualmente maturo, un impianto simile al microchip che rilascia deslorelina, una sostanza che produce momentanea infertilità. L’ effetto dura dalle 6 settimane ai 6 mesi, bisogna solo stare attenti che il cane non entri in contatto con femmine in calore per le prime 6 settimane dall’ impianto. Tra l’ altro il farmaco non ha effetti collaterali.

Tornando alla castrazione è importante ricordare che il cane castrato non cambia carattere, anzi potrebbe continuare ad avere erezioni e a tentare di accoppiarsi perché un 10% del testosterone continua ad essere prodotto dalle ghiandole surrenali. Naturalmente se anche dovesse montare la femmina, questa non resterà incinta.
Infine va sottolineato che potrebbe avere una tendenza ad ingrassare, quindi vanno tenuti sotto controllo il peso con un’alimentazione controllata (hanno bisogno di mangiare meno rispetto ai cani interi) e l’ adeguato esercizio fisico.
Così come per la sterilizzazione delle femmine, alcune ricerche americane sottolineano che la castrazione, soprattutto se precoce, del cane maschio può aumentare le probabilità di sviluppo di alcune importanti patologie quali:

In questo articolo trovate statistiche e spiegazioni approfondite di ogni patologia:

L’ articolo originale lo trovate qui.

Alla fine di giugno 2018 SCIVAC (Società Culturale Italiana Veterinari per Animali da Compagnia) ha messo a disposizione sulla propria pagina FB un interessante seminario sull’argomento sterilizzazione dove veterinari specialisti e un comportamentista rispondo alle domande e parlano delle ultime ricerche.
Eccovi il link al video del seminario.