L'ALIMENTAZIONE INDUSTRIALE

LE CROCCHETTE

Quello della dieta del cane è da sempre un argomento spinoso perché siamo costantemente bombardati da informazioni negative  e positive: i detrattori sostengono che per quanto sia considerata buona una marca di crocchette sarà sempre una forma di alimentazione “innaturale” per il cane, i sostenitori dicono che attualmente l’ industria dei mangimi ha raggiunto livelli di qualità molto alta e che quindi questo tipo di alimentazione costituisce un ottimo metodo, già bilanciato soprattutto, per nutrire i nostri cani.
Lo shiba si sa è anche un cane piuttosto sensibile e portato a soffrire di intolleranze oltre che spesso capriccioso, quindi sul web è un susseguirsi di discussioni e consigli per l’ennesimo caso di shiba allergico o schizzinoso.
Ma se scegliamo di nutrire il nostro shiba col mangime, cosa deve avere fra gli ingredienti per essere considerato di qualità?
Io ho cercato di riunire informazioni raccolte nelle numerose discussioni che ho letto e ho così riassunto i dati ricavati, ma naturalmente queste sono solo indicazioni, vi invito infatti sempre a seguire i consigli del veterinario (sperando che sia aggiornato in tema di nutrizione!) e dell’allevatore (se il cane proviene da allevamento e siete ancora in buoni rapporti con lui) , che in teoria  con la sua esperienza dovrebbe aver raccolto informazioni attendibili su come è meglio nutrire uno shiba.
Allora cominciamo col dire che una buona crocchetta dev’essere formata da:

-PROTEINE 25-28% per cani adulti; 28-32% per cuccioli; 22-25% per cani anziani
-GRASSI 14-16% per cani adulti; 16-18% per cuccioli; 12-14% per cani anziani
-CENERI GREGGE* 6-8% a meno che il cane abbia esigenze particolari

Vanno escluse dalla lista delle crocchette di buona qualità quelle che:
-hanno negli ingredienti diciture come “carne e derivati” e “sottoprodotti di origine…” : in questi mangimi la carne vera e propria, se c’è, costituisce una percentuale veramente irrisoria (solitamente intorno al 4%)  tutto il resto quindi i derivati e i sottoprodotti, sono scarti delle macellazioni come becchi, zampe, addirittura penne, teste, mammelle, interiora, tendini, unghie. Praticamente tutto ciò che non serve al cane per nutrirsi e restare in salute.
Sono da preferire le crocchette che hanno elevate percentuali di carni o pesce e possibilmente non in forma di farine, addirittura alcune marche di altissima qualità usano carne e pesce destinati al consumo umano, quindi tagli pregiati come il muscolo che sicuramente apporta una quantità di proteine digeribili ben diversa da zampe e cartilagini. Inoltre molte marche di altissima qualità usano carni e pesci non surgelati ma lavorati freschi.
-hanno come primo ingrediente i cereali. Qui apro una parentesi:
Il cane in quanto MESOCARNIVORO abbisogna di un apporto in proteine che sia circa del 50% del totale (il restante 50% va in verdure e carboidrati) quindi una crocchetta che ha come 1° ingrediente il riso, il frumento o il mais è costituita prevalentemente da cereali. L’ intestino del carnivoro non è fatto per assimilare i cereali, che vengono spesso messi in abbondanza nei mangimi scadenti perché costano meno della carne e perché danno un maggior senso di sazietà al cane. Un cane che ingerisce soprattutto cereali è un cane che produce meno succhi gastrici, portando alla formazione di un maggior numero di batteri, che restano nell’ organismo, con tutti i problemi che ne conseguono (es: diarrea, parassitosi ). Anche il pancreas ne risente, poiché lavora troppo per poter digerire questa quantità eccessiva di cereali. Il cane infatti mangiando crocchette e non carne cruda, produce una quantità inferiore di quegli enzimi che dovrebbero aiutarlo nell’ assimilazione dei nutrienti. Ricordiamoci infatti che l’estrusione, ovvero la lavorazione al vapore che subiscono gli ingredienti trasformati in crocchette, altera tutti i principi nutritivi. Motivo principale per cui ai mangimi di qualità sono sempre aggiunte vitamine e sali minerali. Al contrario la carne cruda, che di fatto è la dieta più naturale per il cane, grazie anche alla tipica dentatura del carnivoro (ben diversa da quella dell’erbivoro) porta alla formazione di enzimi e saliva ricca di lisozima, che aiuta la digestione e impedisce la proliferazione dei batteri.
Molto meglio quindi somministrare crocchette prive di cereali o con basse percentuali (quindi sempre al secondo posto nella lista degli ingredienti) o meglio ancora, quelle che sostituiscono con le patate il mais e il riso. La patata infatti è un’ottima fonte di carboidrati, senza grassi e altamente digeribile. Tra l’altro nell’ alimentazione dello shiba nel paese d’ origine, dove in moltissimi casi gli allevamenti sono sperduti in zone di campagna e i mangimi non sono diffusi, la patata viene data giornalmente insieme alla carne o al pesce.
- hanno glutine di mais/frumento e farine di mais/frumento: costituiscono tutte una fonte economica di proteine, appunto per risparmiare sulla fonte primaria, la carne.
- hanno zuccheri e addittivi vari (conservanti aromi e coloranti; OGM).

Come ho già accennato nell’ articolo generico , quando si tratta di mangimi è meglio evitare di somministrare a questa razza quelli a base di pollo e tacchino, perché è risaputo che lo shiba spesso è allergico e questa intolleranza si presenta sotto forma di pruriti, dermatiti, perdita di pelo, forfora. Addirittura nei casi più gravi il cane sviluppa spesso otiti e congiuntiviti, problemi che possono sorgere anche in regimi dietetici troppo ricchi di proteine, come a volte succede agli shiba che vengono nutriti con crocchette in cui sono presenti diverse fonti proteiche, ovvero diversi tipi di carni. Soprattutto stiamo attenti a non eccedere in proteine se il cane non fa molta attività fisica.
Per quanto concerne la fonte proteica da preferire, per i cani con intolleranza accertata meglio andare sul monoproteico a base di pesce oppure di cavallo. Tutte le altre carni sono buone: manzo, agnello, anatra, coniglio. Certe marche costose usano addirittura carni “esotiche” come il bisonte .
Vale la pena ricordare che ultimamente sono entrate in commercio crocchette che vantano la cosiddetta “lavorazione a freddo”: questo significa che tutti gli ingredienti presenti nel mangime non vengono sottoposto ad estrusione, un tipo di lavorazione ad altissime temperature che porta alla perdita di vitamine, sali minerali etc. ma mantengono quindi la maggior parte delle caratteristiche organolettiche degli alimenti.
Infine bisogna tener presente che il cane ha bisogno di apporti energetici differenti a seconda della vita che conduce: un cane che fa attività sportiva ha un metabolismo che lavora in modo diverso da quello che vive per lo più in casa ed esce al massimo per qualche corsa in campagna o passeggiata al guinzaglio.
Addirittura c’è differenza fra l’area geografica in cui vive: per il cane che vive al nord in cui gli inverni sono più rigidi verrà richiesta un’alimentazione più proteica rispetto al cane vive al sud, questo ci riporta a quanto detto prima sul nutrire con crocchette dal gusto diverso nei mesi freddi e caldi.
Il cane “atleta” deve avere un bilanciato apporto soprattutto di lipidi, ovvero di acidi grassi insaturi, che impediscono la formazione di acido lattico nelle masse muscolari, quando questo succede il metabolismo del cane invece di utilizzare il grasso di scorta per produrre energia, utilizza il muscolo stesso provocando disturbi anche importanti. Non devono infine mancare l’apporto di grassi (di almeno il 10%) e naturalmente di proteine che nei cani sportivi dev’ essere minimo del 30%.
Per quanto riguarda i prezzi da quello che ho potuto constatare, per avere una crocchetta buon bisogna spendere almeno 45-50€ al sacco (mi riferisco a quello grande, che va dai 12 ai 15 kg) , al di sotto di questo prezzo non si trovano mangimi di qualità. Il range di prezzi è abbastanza vario, marche famosissime ritenute il top dell industria mangimistica costano dai 70€ in su, ma in mezzo a questi due valori limite abbiamo tantissimi marchi che possono facilmente venire incontro alle nostre necessità, con ottimi rapporti qualità/prezzo, sicuramente l’ampia scelta si ha soprattutto se acquistiamo online.

*ceneri: questo valore si ottiene bruciando una certa quantità di prodotto in determinate condizioni, ottenendo quindi un residuo inorganico. Da questo si calcola il contenuto di sostanza minerale. Si ritiene che più questa % è bassa, più la qualità degli ingredienti utilizzati è alta (utilizzo inferiore di sottoprodotti della macellazione).

 

L'UMIDO


Un piccolo cenno va fatto anche all’ altro tipo di prodotto industriale, le cosiddette “scatolette”, io personalmente non amo molto questo genere di preparazione perché è spesso troppo ricca di grassi e contiene molto conservanti e coloranti. A questo punto penso sia preferibile usare la dieta BARF da alternare al pasto in mangime.
Fino a qualche anno fa trovare un umido decente era davvero difficile, ancora una volta trovavamo infatti in commercio scatolette che come primo ingrediente avevano cereali, carni e derivati, sottoprodotti. La carne era presente di nuovo in quantità ridicole proprio come per il secco, intorno al 4%.
Attualmente però le marche di crocchette di qualità hanno iniziato a produrre un umido altrettanto buono, in particolare si consiglia di scegliere quelli in cui la percentuale di carni e pesce è tra il 50 e l’ 80% e nei quali siano presenti verdure più che cereali (che se ci sono devono comunque essere in quantità irrisorie). Ottime sono le scatolette “bio” che addirittura descrivono che parti di carne sono state utilizzate: cuore, muscoli, fegato etc e che tipo di verdure.
A mio parere l’umido resta comunque qualcosa che serve solo per insaporire la crocchetta e non un pasto completo.

PS: il discorso alimentazione è molto complesso ed è impensabile racchiuderlo in un semplice articolo, anche perché dobbiamo sempre ricordarci che ogni cane ha esigenze individuali specifiche. Per questo ciò che ho scritto va preso “in linea di massima” : non tutti gli shiba sono intolleranti o allergici a determinati ingredienti presenti nei mangimi, ci sono shiba che mangiano tutta la vita alimenti al pollo e con cereali senza problemi, altri invece manifestano problemi fin da cuccioli. Quando si parla di allergie e intolleranze al pollo e al tacchino bisogna ricordare che queste proteine possono creare problemi dopo la lavorazione (detta estrusione) delle carni per trasformarle in mangime , ben diverso è il discorso relativo al pollo e al tacchino freschi, che spesso non provocano alcun tipo di reazione.