LA BARF : L'APPROFONDIMENTO

 

Da quando ho scritto il primo articolo, sotto forma di intervista , sulla dieta BARF sono passati più di 6 anni, nel frattempo questo tipo di alimentazione ha conosciuto sempre una maggiore diffusione, tant’è che molti negozi per animali hanno iniziato a vendere prodotti umidi, freschi e non, integratori alimentari e alimenti complementari sotto il nome di BARF, portando quindi i proprietari di cani a pensare che chiunque, da un giorno all’altro e seguendo delle istruzioni su un’etichetta, possa iniziare ad alimentare il proprio cane con la dieta a crudo, senza particolari controindicazioni.

Oltre a ciò ho notato che moltissimi proprietari di cani con problemi legati all’alimentazione (dermatiti, disturbi gastro-intestinali etc) hanno abbandonato il mangime industriale e sono passati all’alimento fresco, convinti di “fare la BARF” solo perché mettono insieme carne, pesce, aggiungendo altri alimenti un po’ a casaccio e alternandoli, senza tenere presente l’età, il sesso, lo stile di vita del proprio cane.
Sono molti a credere che qualsiasi dieta in cui si usino alimenti freschi e crudi sia BARF e sia migliore di un qualsiasi mangime, anche di quelli di alta qualità, basta leggere le discussioni su internet dove proprietari senza un minimo di esperienza si scambiano “ricette” improvvisate nella convinzione di migliorare l’alimentazione del proprio cane.
Ma non è così.

L’alimentazione a crudo, il cui acronimo significa  “Bones and Raw Food” o “Biologically Appropriate Raw Food”, è una dieta molto particolare, che va iniziata con gradualità e va, almeno nei primi tempi, formulata da un veterinario nutrizionista. E’ importante che sia uno specialista dell’alimentazione e non un veterinario generico proprio perché dev’essere aggiornato sull’ argomento e deve saper riconoscere le esigenze di ogni singolo cane, poichè non è difficile pensare che un cane che vive in casa ed esce le classiche 3 volte al giorno abbia necessità nutrizionali diverse da quello che va al centro cinofilo a fare agility 3 volte a settimana. Così come un cucciolone di 6 mesi nel pieno della crescita dovrà mangiare in modo diverso da un cane maturo di 8 anni.

Una dieta fresca data a caso “perché il proprietario che ho conosciuto su facebook mi ha passato le ricette che usa per il suo cane” può infatti, sul lungo periodo, causare carenze nutrizionali, problemi di peso e cambiamenti nel sistema immunitario del cane se viene intaccato il corretto funzionamento dell’intestino.
Se poi la dieta viene data già dai primissimi mesi di vita del cane, è ancora più importante che il cucciolo sia seguito da un medico, poiché le percentuali di proteine e dei vari nutrienti dovranno subire continue modifiche man mano il cucciolo cresce fino alla fine dello sviluppo.
Ho deciso quindi di riprendere l’argomento avvalendomi dell’ aiuto (visto che personalmente non alimento i miei cani con BARF) di una persona che da alcuni anni ha iniziato la dieta a crudo, facendosi seguire da un veterinario nutrizionista.
Silvana Cornolti, allevatrice di shiba inu e titolare dell’affisso go Hanabi , farà un po’ di chiarezza su questo tipo di alimentazione; la signora Cornolti dapprima solo acquirente per i propri cani è diventata di recente anche distributrice di alimenti destinati all’alimentazione BARF in Ticino e in nord Italia col marchio TiBarf.



Allevo shiba da qualche anno e li ho sempre alimentati con mangimi di alta qualità monoproteici e privi di cereali finchè tre anni fa circa ho deciso di cambiare alimentazione dato uno dei miei shiba, fin dal suo arrivo da noi, ha avuto problemi di sottopeso e di inappetenza, tant’è che rimaneva anche 5 giorni a digiuno completo rifiutando il mangime: appena iniziata la BARF ha smesso di digiunare e non ha più saltato un pasto. Ho quindi smesso completamente di usare i mangimi anche con gli altri cani; personalmente sono contraria all’uso di alimentazione mista (un pasto a crocchette e uno a barf come fanno in molti) e ho completamente abbandonato il cibo industriale. Dopo i primi 6 mesi dall’inizio della dieta ho fatto fare gli esami del sangue ai cani ed erano perfetti.

Da allora in media una volta l’anno rifaccio gli esami del sangue.
Naturalmente non ho iniziato da un giorno all’altro questa dieta, ma prima mi sono documentata molto e ho poi contattato un veterinario nutrizionista, col quale abbiamo discusso del piano alimentare che io stessa avevo formulato in base alle informazioni che avevo raccolto. La parte più difficile è stata proprio trovare il veterinario specialista in nutrizione, perché una volta che si prende la mano nella preparazione dei pasti, diventa un’abitudine tutt’altro che complicata. Col veterinario mi consulto soprattutto se c’è bisogno di modificare la dieta, solitamente perché sono temporaneamente cambiate le condizioni di vita del cane (convalescenza, gravidanze, allattamento sono solitamente i momenti particolari in cui si deve andare a modificare l’apporto nutrizionale).
Anche per quanto riguarda i cuccioli si può iniziare fin dallo svezzamento, quelli che nascono nel mio allevamento infatti vengono svezzati con la BARF, avendo solo l’accortezza di bilanciare nel modo corretto gli alimenti e naturalmente, di dare più pasti durante la giornata rispetto all’adulto, ma questo succede anche quando si svezzano con i mangimi.

In generale i miei cani adulti mangiano insieme alla carne e al pesce anche verdura cruda frullata o a pezzi e qualche latticino poco stagionato (nessuno dei miei cani è intollerante al lattosio) come ricotta e caprino.
La qualità degli alimenti naturalmente è la maggior garanzia che il cane venga alimentato nella maniera corretta: è inutile fare questo tipo di dieta se ci si avvale di alimenti di bassa qualità, a quel punto è meglio dare una buona crocchetta. Bisogna quindi porre molta attenzione al fornitore al quale rivolgersi, soprattutto perché recentemente molti negozi non specializzati hanno iniziato a vendere alimenti preconfezionati chiamati “barf” ma la cui qualità non è sempre ottima, che contengono quindi scarti come possiamo trovare nei mangimi. Il mio problema maggiore all’inizio è stato trovare determinati tipi di alimenti quali organi e trippa, ho quindi fatto una ricerca molto attenta su quali fossero i migliori fornitori sul mercato, tant’è che ora acquisto e distribuisco io stessa alimentazione BARF da una ditta tedesca che produce dal 1996 carne destinata al consumo umano, quindi sottoposta ad altissimi controlli, senza scarti di macellazione e con una vasta scelta. Dato che alimento i miei cani con la stessa carne che distribuisco, sono assolutamente sicura dell’  affidabilità della ditta da cui mi rifornisco.

Attualmente i miei cani non hanno alcun tipo di problema relativo all’ alimentazione a crudo, hanno risposto molto bene al cambio di alimentazione e sono cani sani e robusti. In particolare ho notato che i cani giovani crescono più lentamente ma in modo più omogeneo, sono più attivi e vivaci, mentre negli adulti il piacere di mangiare cibo fresco da molto appagamento, che è una buona cosa anche per l’equilibrio psicologico del cane, hanno inoltre pelo lucido, nessun problema di cute, è migliorata la muscolatura e non hanno problemi di igiene dentale.
So che ultimamente si sono sviluppate, partendo dalla BARF, diete simili come la cosiddetta “paleo” che però non ho deciso di seguire, è un tipo di dieta che generalmente comporta più spesso l’utilizzo di integratori e non include il consumo di ossa, per cui il calcio viene integrato in modo diverso. Conosco ugualmente proprietari soddisfatti anche di questa dieta, ma preferisco restare sulla “classica” che se fatta nel modo appropriato non necessita di particolari integrazioni.
Per quanto riguarda invece la dieta casalinga cotta, la trovo meno pratica proprio perché bisogna cuocere gli alimenti, mentre nella barf una volta scongelati sono pronti all’uso ed è inoltre risaputo che la cottura fa perdere alcune sostanze nutritive, cosa che a mio parere va tenuta in particolare considerazione.

L’unico “problema” importante quando si decide di passare alla dieta fresca è essenzialmente pratico poiché ci si può trovare temporaneamente impossibilitati a dare cibo fresco, ad esempio quando siamo in vacanza: in questo caso ci si può rifornire presso le macellerie della zona, oppure di recente sono entrati in commercio alimenti liofilizzati molto comodi da portare con sé, ai quali basta l’aggiunta di acqua per costituire un pasto di qualità senza dover tornare per forza alle crocchette.
Per ciò che concerne i costi non ho trovato grosse differenze rispetto alle crocchette di alta qualità, che hanno costi che si aggirano intorno ai 10-15€ al kg.

 

Mi auguro che questo piccolo aggiornamento sull’ argomento BARF possa essere utile a chi decide di abbandonare la dieta industriale e invogli i proprietari decisi a fare questo passo a non iniziare un tipo di alimentazione fresca basandosi solo sull’ esperienza di altri proprietari ma di iniziarla con l’affiancamento di uno specialista.