STORIA RECENTE DELLO SHIBA MODERNO

Nel maggio del 1928 il Dr. Saito e il suo gruppo si incontrarono per fondare il “ Nihonken Hozonkai “ ( NIPPO ) ovvero la “ Associazione per la preservazione del cane giapponese ”;  tutto iniziò quando il Dr. Saito si rese conto, dopo lunghe ricerche, di non riuscire a trovare un solo cane nativo, realizzando quindi che i cani nativi giapponesi correvano il serio rischio di estinzione, tanto che a quei tempi nelle città non esistevano più cani nativi di razza pura. Dei veri pionieri dell’ associazione viaggiarono a lungo nelle zone più remote delle montagne giapponesi alla ricerca di questi cani.

L’intenzione del gruppo era di preservare il cane nativo nella forma più simile all’originale, scovando gli ultimi esemplari esistenti nelle zone più isolate del Giappone e improntare quindi un serio programma di allevamento e selezione; i circoli accademici dal canto loro si impegnarono a supportare questa iniziativa svolgendo ricerche a livello storico, zoologico, archeologico e antropologico.
Il primo presidente del NIPPO fu il Dr. Kaburagi, dell’ Università di Tokyo; nel 1932 il gruppo iniziò a registrare i primi cani giapponesi, nel 1936 lo shiba venne dichiarato “ monumento nazionale ”. Nel 1937 il Nippo venne ufficialmente riconosciuto dal Ministero dell’ Educazione e ricevette una sovvenzione dal governo con l’ intento di preservare così la cultura e l’ eredità giapponese; da allora è sempre rimasto attivo ed è ritenuto la più antica e autorevole federazione cinologica giapponese.

Nel novembre del 1932 venne organizzata la prima esposizione Nippo presso Ginza, nel centro di Tokyo, di 81 cani solo dieci vennero ritenuti attinenti allo standard e quindi premiati con il titolo d’onore. Di questi 10 quattro erano akita, 2 erano Hokkaido, 2 erano kishu, 1 era un cane di media taglia proveniente dalla zona di Shinshu e uno era uno shiba inu. Lo shiba in questione era un sesamo rosso chiamato Tako, trovato nella regione montagnosa della prefettura di Toyama,nel centro del Giappone; Tako fu quindi il primo shiba registrato dal Nippo e dopo di lui il Nippo ha  registrato oltre 1 milione e mezzo di shiba.

Nel 1929 il Dr. Saito trovò un maschio rosso di cane da caccia con la coda a falce nel profondo dell’ area montana della prefettura di Gumma, lo chiamò Jukkoku: Jukkoku era originario però da una zona che stava dalla parte opposta del paese, nella prefettura di Nagano, dove la popolazione locale chiamava questi piccoli cani “ shiba inu ”.
Esistono numerose spiegazioni sull’ origine e il significato di questa parola, io penso (N.d.R: opinione dell’ autore) che l’ uso di questo termine derivi dal fatto che questi cani cacciavano bene nella macchia e il colore lucido e marrone chiaro del sottobosco era detto “ shiba ”, scritto con gli stessi simboli kanji in cui si scrive la parola che identifica la razza; ” inu ” invece significa cane. Inoltre il colore tipicamente rosso del mantello ricorda moltissimo le sfumature delle montagne della zona di Shinshu. Jukkoku rese famoso il nome della razza: moltissimi appassionati infatti iniziarono a visitare i villaggi della zona montagnosa di Nagano per riportare lo shiba inu nelle città.

Nel 1933,durante il secondo Nippo show, un maschio di nome Yuwa e una femmina, Yuri, provenienti dalla prefettura di Shimane ( nella regione di San-in ) furono premiati; questi cani erano conosciuti col nome di “ sekishuken ”.Tre anni dopo si tenne il 5° Nippo show e il sekishuken Ishi go, un maschio rosso nato nel novembre del 1930 ,numero di registrazione 170, ricevette il titolo. Ishi venne quindi accoppiato con Koro, black&tan femmina proveniente dalle montagne dell’ isola di Shikoku. Da questo accoppiamento nacque nel 1939 Aka go Fugo Ku, che ricevette il titolo durante l’ 8° Nippo show: questo giovane era destinato a diventare un importante stallone, venne fatto accoppiare con Hana proveniente dalla prefettura di Tottori ( regione di San-In ),dai quali nacque una femmina, Beniko Go Akashisou, e con una fattrice di nome Meigetsu( prov. dalla prefettura di Yamanashi,regione dello Shinshu ). Da questo secondo accoppiamento nacque un maschio, Akani Go Hatayamasou.

Akani e Beniko, fratellastri, vennero accoppiati e nacque Naka Go nel 1948. Naka Go venne fatto accoppiare con la madre Beniko, da questo accoppiamento nacque Nakaichi Go Akashisou, da cui a sua volta nacquero Ichi Go capostipite della linea HAKUBA NO GEN , Koroichi Go, capostipite della linea ICHISUKE (Korotama) e Benimaru Go capostipite della linea MATSUMARU .
Naka go fu inoltre il padre di Senkou Go Araki Kensha, da cui partì la linea TENKOU.
Gli shiba del primo periodo erano chiamati anche Ji-inu (cani locali), possiamo leggere nei primi documenti che gli shiba locali avevano nomi diversi quali : Shinshu shiba, San-in shiba, Mino shiba, Kawakami shiba, Jukkoku shiba, Sekishuken. C’era infatti un movimento intenzionato a preservare le varie tipologie di shiba a seconda della località di provenienza, ma purtroppo la guerra, i disagi e altri fattori diminuirono il numero della popolazione indigena di questi piccoli cani causando una carenza di pool genetico, che divenne insufficiente per continuare con il programma di allevamento.
Esiste ancora un piccolo gruppo di allevatori di San-in shiba che si sforza di mantenere in vita la razza, ma questa carenza sta per rendere il compito praticamente impossibile.
I pochi shiba rimasti provenienti dalle varie località sono stati quindi incrociati fra di loro per mantenere intatte e vive le qualità intrinseche della razza, il moderno shiba inu è quindi un mix di queste varietà differenti di cani provenienti ognuno da diverse regioni del Giappone, è quindi inevitabile che ci siano stati delle leggere variazioni nel tipo.

( Tratto da “A journey beyond shiba II” )