I CANI PARIAH

I “ pariah dog ” descritti da Brehm risalgono all’ epoca del colonialismo britannico, Brehm usa il termine per paragonare i cani randagi delle città alla casta più bassa esistente nella società indiana; questi cani infatti vivevano da emarginati all’ interno delle comunità ma pur sempre in contatto con l’ essere umano e spesso dipendendo da esso. Ancora oggi questo tipo di cani si può trovare nel sud e nell’est Europa e in molti paesi del sud-est asiatico ( es: i cani di strada di Bali ).

Nel frattempo il termine “ pariah dog ” è diventato di uso comune nella cerchia di studiosi di comportamento canino, questi cani infatti sono diventati un interessante soggetto di studio.
La separazione fra lupo e cane è avvenuta in 100.000 anni. In questo lunghissimo periodo ci sono state tipologie canine di transizione nelle quali i cani non erano più completamente selvatici ma nemmeno totalmente addomesticati: i pariah dog e i cani primitivi di oggi possono essere un punto di riferimento per studiare il fenomeno di distaccamento che ci fu fra lupo e cane.

Ricordiamo che ad oggi il gruppo include le razze pariah menzionate all’ inizio: dingo, carolina dog, jindo coreano così come basenji, canaan dog e le altre razze descritte dalla F.C.I come “ landraces ”( razze native ) più alcune altre razze nella sezione sei.
Cani selvatici pariah come il dingo e il cane canoro della Nuova Guinea, nonostante caratteristiche fisiche differenti, hanno tratti del lupo comuni, uno su tutti: non abbaiano ( sebbene ne siano capaci ) ma comunicano fra loro usando l’ ululato. Si potrebbe quindi rispondere alla domanda se lo jamainu giapponese fosse un lupo o fosse già un cane dicendo che era semplicemente un pariah dog.

Inconsciamente Siebold scelse la parola corretta nella sua descrizione del lupo giapponese chiamandolo anche “ cane selvaggio ”. Alla luce di tutto ciò anche il cane di montagna “ ookami ” menzionato dallo stesso Siebold, appartenendo alla stessa tipologia di cane, può essere così definito.Nonostante ciò la maggioranza degli studiosi in Giappone tende ancora a ritenere che il lupo giapponese fosse un vero lupo, non un cane, ma alla luce degli studi e delle scoperte fatte è più plausibile la teoria dei pariah, visto che non esiste alcuna indagine più sicura di quella basata sullo studio del D.N.A. In fondo in Giappone queste ricerche avanzate sono appena iniziate.

Nel 1997 infatti, sono stati confrontati i crani di un akita inu e di un lupo giapponese tramite tomografia, mentre nel 2002 un gruppo di ricercatori della Tokyo University ha estratto un campione di cellule da un lupo giapponese impagliato e ha iniziato a condurre delle analisi preliminari su un gene ricavato dal nucleo di cellule; possiamo quindi pensare di essere ad un passo dal risolvere il mistero dell’identità del lupo giapponese.