COLLARE O PETTORINA?

E’ una domanda che chiunque abbia un cane in questi anni di riscoperta dell’educazione cinofila e del rinnovato interesse per il benessere del cane, si è posto.
In un articolo che ho fatto proprio all’inizio dell’avventura di shibamania, parlando del cucciolo, ho specificato che personalmente preferisco il collare e che questa preferenza ce l’hanno anche molti allevatori. Un po’ credo sia perché moltissimi allevatori, frequentando i ring nelle esposizioni ufficiali, usano abitualmente il collare, perché è l’unico strumento ammesso a questo tipo di manifestazioni, dato che permette di vedere il cane più “naturalmente” possibile, di osservarne il movimento e la struttura, cosa che con l’imbragatura di una pettorina, di qualsiasi tipo e foggia, sarebbe impossibile.
Al di là di questa motivazione, molti allevatori sostengono che un cane come lo shiba, dal fisico potente e muscoloso nonostante la taglia, se abituato fin da cucciolo a portare la pettorina, rischia uno sviluppo sbagliato dell’anteriore e prende una postura errata (coi gomiti “in fuori”) che ne rovinerebbe la struttura da adulto.
Io penso che ci voglia innanzitutto buonsenso e la capacità di non farsi abbindolare dai “fissati” con l’uno o l’ altro strumento, ma bisogna imparare anche a osservare il cane e ad ascoltarlo per capire se lui si trova meglio (dato che è lui a portarla/o) con la pettorina o col collare.
E penso se il cane sa andare al guinzaglio, possa portare sia uno che l’altra senza problemi.
Io con Yuna ho sempre usato il normalissimo collare fisso e non ho mai avuto problemi. Yuna è da sempre, fin da cucciola, un cane bravissimo al guinzaglio: non tira mai, nemmeno quando vede un gatto o un cane “che non gli è simpatico”, capisce da un leggero spostamento del nostro braccio in che direzione andare, se gli si dice “ferma” si ferma, è stata portata a spasso da bambini di 6 anni senza problemi e io stessa riesco a tenerla col mignolo della mano. Con Akiko è stata tutta un’altra storia, ha iniziato tardi ad andare al guinzaglio, visto che fino ai 5 mesi è rimasta in allevamento, e inoltre lei odia qualsiasi tipo di costrizione. Odia il collare e il guinzaglio e dato che ho voluto provare anche la pettorina per vedere se migliorava, ho scoperto che quella la detesta ancora di più. Diciamo che crescendo è migliorata, ma resta comunque un cane difficile da portare a spasso, soprattutto all’inizio della passeggiata quando è più agitata, che tende a tirare soprattutto col guinzaglio corto.
Tornando all’ argomento principale, ci sono collari e collari così come ci sono pettorine e pettorine.
Il collare in genere è fisso, a semi-strangolo e a strangolo (questa parola “strangolo” è la parola magica che fa insorgere i detrattori di questo strumento, perché subito si immaginano cani strangolati, impiccati e chi più ne ha più ne metta).
Quello fisso è praticamente quello che bisogna stringere a seconda della circonferenza del collo del cane e così rimane, ce ne sono di mille tipi (di cuoio, in similpelle, di nylon, di corda, di metallo): molti detrattori sostengono che è quello che si sfila con più facilità e non hanno tutti i torti, anche perché chi ha uno shiba sa bene come fa quando non vuole più camminare o non vuole fare il percorso che abbia scelto per la passeggiata. Si impunta e comincia a tirare indietro il collo e la testa, col risultato che se noi tiriamo dalla parte opposta per obbligarlo a procedere, si sfila il collare che è un piacere.
Io che uso il collare fisso ho imparato a non fare questo gesto…e per ora non ho mai perso nessuna delle mie shiba (una volta mi è successo con Yuna, ma perché non avevo allacciato bene il collare, mea culpa!).
Io uso di solito quelli “a cintura” anche se sono in molti a sostenere che siano i più facili da togliere (per il cane) e suggeriscono quelli con la chiusura a “zaino”, per capirci: vi ricordate gli zaini invicta ? Ecco esistono collari, di solito in nylon, con la chiusura simile alle cinghie di quegli zaini.
Quando si usa un fisso la cosa importante è metterlo della misura giusta, altrimenti se stretto naturalmente da problemi al cane, se largo il cane se lo può togliere.
Poi c’è il famigerato strangolo, quello che negli ultimi anni, grazie ad un certo tipo di terrorismo psicologico, ha fatto fare tanti soldi ai fabbricanti di pettorine: forse è la parola che trae in inganno, perché un collare a strangolo ,se usato come va usato, non strozza ne fa alcun danno ad un cane dal collo possente come lo shiba (è sconsigliato infatti per i cuccioli e i cani molto piccoli, come il pinscher nano ) se il cane sa andare al guinzaglio senza trainare il padrone e se il padrone non ha l’abitudine di strattonarlo di continuo. Quindi ne consegue che per insegnare al cane ad andare al guinzaglio senza tirare, non va usato. Una volta che il cane sa come si cammina al nostro fianco (o davanti a noi, basta che non tiri) allora possiamo usare il collare a scorrimento (termine forse meno forte) che ha il vantaggio che non si sfila se il cane si impunta o salta all’ indietro e che rovina meno il pelo.
Va da sé che se lasciamo libero il cane dal guinzaglio, dobbiamo toglierlo perché è sufficiente che l’animale annusi qualcosa col muso per terra, perché gli si sfili dal collo.
Ricapitolando: il collare a scorrimento non provoca nessuno dei danni che si leggono sui siti “pro-pettorina” se siamo così dotati di buon senso da usarlo correttamente, se pensiamo di non sapere bene come si usa, quindi, lasciamolo perdere.
Una variante dello strangolo è il semi-strangolo, che come differenza dal primo è che non stringe completamente quando chiude intorno al collo. E’ un buon compromesso per chi ha un cane non proprio bravissimo al guinzaglio, una via di mezzo tra quello a scorrimento e quello fisso insomma.
Per quanto riguarda le pettorine i sostenitori affermano che il cane ha più libertà di comunicazione coi propri simili, perché lascia libero il collo e la parte anteriore del corpo, cosa molto utile quando i cani approcciano fra di loro durante i rituali di “presentazione” se non si conosco, o durante i saluti se già sono amici. Molti sostengono che inoltre, è impossibile che si sfili, ma io ho conosciuto proprietari di cani che sono riusciti a sfilarsela senza troppi problemi.
Se il cane inoltre non è molto amichevole, quando indossa la pettorina avremmo molti più problemi a controllarlo rispetto al cane “minaccioso” che indossa il collare e visto che sappiamo bene quanto lo shiba possa essere “antipatico” quando incontra i suoi simili a passeggio, è utile tenere presente questa cosa.
La pettorina inoltre può risultare pessima se abbiamo un cane che tira, perché certe tipologie di pettorina aiutano il cane a tirare ancora di più, dandogli maggior forza per trainare.


Con la pettorina bisogna fare dei distinguo: assolutamente vietata è quella ad X, o scapolare: le prime pettorine che hanno messo in commercio erano ad X e sono pessime, è un dato accertato che rovinino la postura non solo dello shiba, ma di qualsiasi cane.
Nonostante siano sconsigliate da tutti capita ancora di vederle indossate dai cagnolini di taglia piccola (forse perché sono le meno costose) che puntualmente vengono alzati da terra dai padroni quando li devono prendere in braccio o scostare dai loro simili: quei poveri cani sono sicuramente dei futuri pazienti del veterinario poiché queste pettorine provocano sfregamenti sulle ghiandole ascellari (infiammandole)anche se il cane non è strattonato e modificano la postura del cane che impara a camminare coi gomiti larghi, oltre ai danni alla colonna provocati dagli “alzamenti da terra”.
Per il resto c’è solo l’imbarazzo della scelta: c’è quella ad H (detta romana o svedese), la K9, la finlandese (o norvegese) ovvero quella a Y, insomma ci si può sbizzarrire su colori, materiali, forme.


Io non amo nessuna di queste nemmeno esteticamente parlando, le trovo veramente brutte ma ripeto, è una mia opinione e se il vostro cane ci si trova bene, chissenefrega dell’estetica!
I detrattori di questo strumento puntano più il dito sui problemi fisici del cane che la porta; tempo fa ho letto un documento scritto da una fisioterapista tedesca che lavora su cani e cavalli, in cui vengono elencati tutti i danni che possono provocare le pettorine, indipendentemente dal tipo. Si parla di punti di pressione sollecitati quando non dovrebbero esserlo, problemi alle vertebre che formano la cassa toracica, problemi di sfregamenti su costole e sterno, limitazioni di movimento di spalle e gomiti, pressione delle fibbie sulle costole, problemi respiratori. Insomma problemi non proprio leggeri, importanti tanto quanto quelli che vediamo spesso elencati sui siti di chi critica il collare.
Infine ci sono gli strumenti da usare solo in certi ambiti come il collare a cavezza (gentle leader, halti ) che però vanno usati solo insieme ad un educatore, perché sono difficili da maneggiare se non si è professionisti nell’ educazione cinofila.


I collari/guinzagli da expo: formati da un corpo unico, che include collare dotato di fermo (per metterlo alla distanza che meglio si addice alla razza così da esporre il cane nel modo migliore) e guinzaglio, sono sottilissimi proprio perché il giudice in ring possa vedere il cane nella sua completezza, il più libero possibile da costrizioni e vanno usati solo in queste occasioni. Alcuni espositori usano anche un collare a semistrangolo sottilissimo per il ring.
Per concludere, il collare da retriever, anch’esso un pezzo unico che riguarda collare e guinzaglio insieme, sono fatti “a cappio” quindi simili al collare a strangolo ed è esclusivamente uno strumento da lavoro, quindi da usare in campo di addestramento per insegnare ai cani da riporto, appunto, il riporto.
Non mi soffermo nemmeno a parlare di collari elettrici e a punte, perché si sa, sono veri e propri strumenti di tortura che nulla hanno a che vedere con l’educazione e il rispetto per i cani.
Ed ora spendiamo due parole per il guinzaglio, di cui non si parla praticamente mai: se dovete insegnare al cane a non tirare, usatene uno fisso abbastanza lungo, quindi sopra il metro e mezzo.


I flexi ovvero gli allungabili, per me sono comodi (e non sono vietati per legge, è semplicemente vietato usarli a più di un metro e mezzo di distanza nei luoghi pubblici e in strada) ma vanno usati con molta attenzione, io li uso quotidianamente soprattutto perché vado spesso in campagna, permettono infatti ai cani di annusare in mezzo all’ erba, magari pure bagnata e infangata, e a noi di restare sulla strada, all’ asciutto. Inoltre permettono più libertà di movimento quando il cane incontra un suo simile, anche se si sa che la vera socializzazione il cane la fa da libero, nessun cane socializza come si deve se imbragato nella pettorina o col collare e tenuto al guinzaglio. Bisogna essere però molto “abili” ad usarli, diciamo che ci vuole parecchio allenamento, poiché serve prontezza di riflessi per riavvolgerli velocemente in caso di necessità e poi bloccarli, per questo motivo molti educatori li sconsigliano.


Concludendo: non voglio far parte di quella cerchia di persone che non transige sull’ uso dell’uno o dell’altro strumento, con questo articolo ho cercato solo di illustrarveli entrambi, sta a voi che conoscete il vostro cane o state imparando a conoscerlo, comprendere quale dei due preferisca e quale sia meglio per lui, rispetto anche all’ attività che fa. Vi consiglio sempre di esercitarvi molto per insegnargli a camminare correttamente al guinzaglio, comunque sia provarli entrambi per un certo periodo può essere un modo utile per capire quale sia meglio per il vostro shiba.
Buona passeggiata!

P.s.

Recentemente (2018) è stata messa in dubbio l’utilità della pettorina, in particolare di quella a Y da diversi studi portati avanti e poi pubblicati su FB da una fisioterapista ed osteopata tedesca specializzata in cani e cavalli, la quale spiega i possibili danni che può causare questo tipo di imbracatura alle articolazioni.

Se volete approfondire lascio i link di riferimento della professionista tedesca:
https://www.facebook.com/Tierphysiotherapie-Brigitte-Jost-1049077905196853/

Questo è uno degli articoli tradotto in inglese:
https://www.facebook.com/notes/tierphysiotherapie-brigitte-jost/reflections-on-chest-harnesses/1369929759778331/?fref=mentions

Qui invece trovate un articolo in italiano sull’ argomento :
https://conoscoilcane.altervista.org/danni-provocati-dalla-pettorina-ebbene-si-ora-chiarezza/