KAN'I-RYOSEI-SOBOKU

Per capire bene il carattere e la personalità dello shiba inu bisogna conoscere i 3 termini con cui in Giappone viene descritto, nessuno shiba infatti è davvero completo se non sono presenta : KAN’I RYOSEI e SOBOKU.

KAN’I: (trad: spirito forte e intrepido) può corrispondere al tratto dello standard in cui si dice che lo shiba dev’ essere coraggioso, mai timido ne aggressivo quindi innanzitutto equilibrato nella mente. Nelle manifestazioni importanti dedicate alla razza sia in Giappone che nei paesi dove questa è ben radicata, i cani che non hanno kan’i verranno squalificati ; a questi eccessi nel carattere corrispondo spesso eccessi anche nella forma e questo succede in particolare negli shiba selezionati secondo il modo occidentale. Ma il vero shiba è equilibrato sia dentro che fuori: essenziale e bello proprio nella sua semplicità.

RYOSEI: ( trad. Buona natura ) è il termine che definisce perfettamente il carattere di questa razza, le principali qualità caratteriali dello shiba sono lealtà, carattere attento e vigile ( quindi non devono esserci ne timidezza ne aggressività )e obbedienza. Queste doti ne fanno un ottimo guardiano, sono doti senza le quali uno shiba non può essere ritenuto tale, per questo nello standard Nippo si dà così importanza alla descrizione oltre che fisica anche della personalità , cosa che invece nello standard FCI viene lasciata in disparte.

Sul termine obbedienza nasce il grosso equivoco tipico di chi giudica un cane secondo i “canoni” occidentali: da noi un cane obbediente è per lo più inteso come un cane che risponde correttamente ai comandi e agli esercizi che gli sono chiesti, ma questa forma di obbedienza non è certo applicabile alle razze primitive,tanto meno allo shiba inu.

L’ obbedienza che si intende col termine ryosei definisce la capacità dello shiba di collaborare con l’uomo, restando comunque in grado di prendere decisioni indipendenti e soprattutto in grado di risolvere i problemi senza per forza rispondere ad un comando preciso; teniamo sempre presente che lo shiba è un cane da caccia generico, per cui dev’ essere capace di adattarsi facilmente a situazioni diverse.

E’ per questo che in occidente ( tranne che negli USA e nei paesi nord europei ) lo shiba e le razze simili sono ancora poco usati per sport come l’agility, in quanto ritenuti poco propensi all’obbedienza assoluta e passiva (se non addirittura poco intelligenti); ciò è dovuto sia alla selezione sia alla scarsa esperienza dei nostri educatori e addestratori a trattare con razze che non siano pastori, molossi etc. E’ da notare come, nei paesi in cui lo shiba è storicamente allevato e conosciuto, viene apprezzato proprio per le sue qualità collaborative, per l’ empatia che sviluppa con l’ uomo e per la capacità d’ iniziativa; se educato come si deve è un cane fortissimo nelle discipline sportive, grazie alla sua agilità e all’ infinita energia che mette quando fa qualcosa che ama.

SOBOKU: Non esiste una traduzione letterale di questo termine, che più di tutti esprime la cultura e soprattutto lo spirito giapponese, soboku è tutto ciò che si esprime nell’ eleganza e nella bellezza sobria. Soboku rimanda al tratto selvaggio e al tempo stesso “ ordinato ” dei luoghi in cui lo shiba è nato, la sua bellezza senza artificio ,le sue linee semplici e senza quelle esagerazioni tipiche invece delle razze canine occidentali e recenti. Lo shiba che ha soboku esprime tutta la natura ancestrale delle sue origini selvatiche che però soprattutto nei cani da show (in particolare in occidente) va perdendosi, perciò ci capita spesso di vedere shiba ridotti a semplici peluches, dagli occhi grandi e dai tratti infantili.